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Il Toro Bianco
traduzione in 1512 versi sciolti da parte di Kalotins dell'omonimo romanzo di Voltaire
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Capitolo Primo
Mentre a passeggio un giorno se n'andava
la principessa Amaside d'Egitto
dalla tristezza vinta e dal dolore
stava per pronunciare il caro nome
dell'uomo amato da sette anni morto.
Quando interrotta venne nel suo dire
da Mambre: eunuco e magio del faraone,
che a mo' d'avvertimento l'informava
che se quel nome avesse pronunciato
la testa il padre suo le recideva.
"Piangete pure tanto se volete
ma per favore fatelo in silenzio
che se una damigella qui vi sente
potrebbe di nascosto far la spia."
Così la bella Amaside trattenne
il nome fra le labbra e tanto pianse.
Intanto che in silenzio camminava
sulle sponde del Nilo, in un boschetto,
vide una sconcia e trasandata vecchia
seduta sul rialzo del terreno.
Stavano accanto a lei un'asina e un cane,
un becco e pure un viscido serpente,
sul ramo un corvo ed una colombella,
mentre nel fiume un minaccioso pesce.
Tutte queste creature fra di loro
parevano parlare allegramente
del più e del meno ed altre cose ancora,
però senza la quiete disturbare.
"Ahimè" disse la triste principessa
"costoro certo parlano d'amore
e a me non è concesso pronunciare
nemmeno il nome di colui che amo."
Reggea la vecchia in mano una catena
cinquanta metri lunga e pur d'acciaio
alla quale legato v'era un toro
che pascolava nel prato vicino.
Un toro tutto bianco e grassottello
dalle perfette forme e ben pasciuto
che mai belli così se n'era visto
da quando v’era umano sulla terra.
Cotal bovino appena vide Amaside
-assunte arie d'arabico destriero-
le corse incontro quasi questa fosse
della savana nobile giumenta.
La vecchia si sforzò per trattenerlo
ed il serpente incominciò a fischiare,
il cane lo rincorse fra le zampe
e l'asina i suoi ragli fé sentire!
Il pesce con un guizzo fuor dall'acqua
feroce minacciò di divorarlo
e il corvo di voler gli occhi ghermirgli
se un solo passo oltre avesse fatto.
Il becco invece tutto impaurito
in un cantuccio s'era defilato.
Soltanto la colomba lo seguì
applaudendo in dolce mormorio.
Quello straordinarïo spettacolo
immerse Mambre in ardui pensieri.
Frattanto il toro bianco trascinando
dietro di sé la vecchia e la catena
s'era accostato alla principessa
che di paura e di stupor tremava.
Ai piedi le si getta e glieli bacia
lacrimando di gioia ed amarezza.
Muggire non poté e neppur parlare
in quanto dono quello a lui negato,
ma per i modi docili e cortesi
non poco piacque alla principessa.
"Ecco" lei disse, "un sì fatto animale
mi piacerebbe averlo in scuderia."
Il toro allor piegando le ginocchia
a terra si distese e la baciò.
"Mi capisce!" esclamò la principessa
"sta dichiarando che vuol star con me.
Ah! mio divino e nobile eunuco
compra quel toro e mi farai felice."
A quelle dolci e tenere parole
Mambre non poté fare resistenza,
e rivolgendosi alla strana vecchia
le domandò quanto volea del toro.
(Nota: chi desidera leggere il capitolo successivo me ne faccia richiesta e lo accontenterò)
Kalotins